Wolf's Rain Team
 Group: Preside di BalambPosts: 7992 Location: Dai tuoi incubi peggiori...e oltre. Mai stato nella testa di un folle? Status:  | |
| Ascoltai il discorso del funzionario, che sebbene scosso e spaventato molto più di noi, cercò di spiegarci il più possibile sintetizzando come poteva. D'altronde cosa poteva fare, se non aiutarci dandoci più dettagli possibili? A quanto pare poi, pareva che il nostro supporto fosse la loro unica risorsa di salvezza, e un peso sullo stomaco cominciava ad annodarsi dentro di me. L'aria dentro il pulmino era così tesa che si poteva tagliare con un coltellino,e in quel momento neanche un giullare si sarebbe permesso di fare anche un solo sorriso. Da come ce l'aveva spiegata, la situazione era molto drammatica, ma niente di tutto ciò che avremmo visto pochi secondi più tardi era facilmente descrivibile... Il pulmino frenò di botto e bruscamente, e non ruzzolai da nessuna parte solo perchè come quasi tutti i Seed dentro il pulmino mi ero messo la cintura di sicurezza, emisi solo un gemito involontario di sorpresa, e mi domandai che stesse succedendo adesso... Guardammo tutti fuori, e lo spettacolo raccapricciante mi fece impallidire e mi fece stare come non ero mai stato. La strada, già di per sè larga, era disseminata di centinaia di corpi di soldati esthariani senza vita, immobili, senza ferite esterne, sembrava fossero scivolati improvvisamente in un sonno senza sogni e senza ritorno. Cosa poteva averli colpiti? Diavolo, non riuscivo a vedere nessuna traccia di neanche un segno dal pulmino. Volevo proporre di andare a vedere cosa diavolo gli fosse successo, ma sicuramente nessuno mi avrebbe dato retta, e forse era meglio così. Sicuramente avremmo incontrato la causa della loro morte, più avanti. E pregai che non fosse anche la nostra causa. CITAZIONE Mio dio...
Questa era solo una parte dell'esercito, gli altri devono essere riusciti ad andare avanti, chissà fino a dove..ma dobbiamo muoverci, se vogliamo raggiungerli quando saranno ancora in vita!! §E allora muoviamoci, dannazione!§Il fatto che una parte dell'esercito era ancora viva mi allietava leggermente, ma proprio il sapere che erano ancora in vita mi spingeva a essere lì il prima possibile. Ogni vita era in pericolo, contro un nemico ignoto, e il mio animo si ribellava al fatto che potessero morire altri soldati. Sicuramente ne sarebbero morti altri, mentre noi stavamo lì a guardare quell'orrendo paesaggio di morte. L'autista partì quindi alle parole del funzionario, accellerando il più possibile e sorpassando quel cumulo di morti e di morte, che però non accennava a smettere in quel tragitto. Difatti, anche se il numero dei morti sulla strada era meno massiccio di prima, la strada era comunque una distesa di morte, e più di una volta si sentiva il pulmino che schiacciava per sbaglio uno di quei corpi. Mi controllai l'equipaggiamento, se così si poteva chiamare. Controllai sostanzialmente i guanti, che fossero messi bene, poi incrociai le braccia e cominciai a muovere nervosamente le gambe su e giù, impaziente di scendere, di vedere la restante parte dei soldati. Si vedeva che stavo incominciando a diventare insofferente a quel viaggio, volevo sfamare la mia dannata curiosità. Il mio spirito "freddo" in quei minuti non c'era più. L'Aros calmo e preparato di Hilles in quel momento era assente, lasciando spazio a tutta la mia ansia. Finalmente poi, riuscimmo a vedere i restanti soldati vivi, che combattevano come meglio potevano, anche senza le loro tecnologiche armi. Alla fine, le loro macchine in queste situazioni di emergenza servivano a ben poco da quello che aveva ormai capito. Una città così tecnologica... e così impotente di fronte a questo scempio... e dei soldati che combattevano più in là, senza che nessuno di noi riuscisse a capire contro CHI o COSA stavano combattendo. Non ce la facevo più, quindi mi tolsi la cintura di sicurezza e feci come Yura, per vedere meglio cosa stavano combattendo... Lampo! Rumori secchi, striduli, rumori di ogni genere si insinuavano nella testa di ogni persona lì dentro. Il non sentire appoggi, urli di spavento. Queste le ultime cose che sentii, prima di cadere nell'oscurità. |